ilMusso
2022-08-08 20:57:44 UTC
Nell'odierna seduta dell'Assemblea Generale della FIDE a un certo punto
si e' verificato qualcosa che ho trovato particolarmente interessante.
Questo
e’ il link del video della diretta in streaming sul canale Youtube della
FIDE (il video e' gia' posizionato nel punto esatto).
Il Presidente della Federazione scacchistica tedesca, Ullrich Krause,
e’ salito sul palco per avanzare una richiesta alla neoeletta dirigenza
della federazione scacchistica mondiale, chiedendo contestualmente
di riprodurre su un grande schermo una copia di una lettera da lui
inviata il 5 giugno scorso ai membri dell’Assemblea.
La richiesta riguarda l’assegnazione del titolo di Grande Maestro
(maschile) alla giocatrice Elisabeth Paehtz.
La questione e’ la seguente.
Lo scorso novembre la Paehtz ha ottenuto una norma GM al torneo
"FIDE Chess.com Women’s Grand Swiss 2021", disputato dal 27
ottobre al 6 novembre 2021 a Riga, in Lettonia.
Sulla base di cio’ e’ stata chiesta la ratifica del titolo di GM,
affiancando a tale norma altre due norme, precedentemente
ottenute dall’interessata: una ottenuta nel 2012, al termine del
torneo di Bundesliga maschile a squadre 2011/2012; una
ottenuta al Campionato europeo femminile del 2016, disputato
a Mamaia, in Romania.
Il problema e’ che la seconda delle tre norme non e’ valida.
Torno immediatamente sul punto, ma prima aggiungo che in un articolo
( https://perlenvombodensee.de/2022/01/14/elisabeth-paehtz-und-der-gm-titel/ )
( https://archive.ph/Xwhei ), a firma del giocatore tedesco Conrad
Schormann, pubblicato il 14 gennaio 2022 sul sito tedesco Perlen vom
Bodensee con titolo “Elisabeth Pähtz und der GM-Titel”, viene detto
che “anche la prima indiscussa norma GM di Paehtz della stagione
2011/12 della Bundesliga non e’ stata ancora verificata dalla FIDE”.
Ho pochissimi altri elementi su quest’ultima cosa. Posso soltanto
dire che alla fine della frase di cui sopra viene linkata questa
https://ratings.fide.com/title_norms.phtml?details=1&id=4641833&title=GM
( https://archive.ph/HbfX2 ) pagina (della sezione “ratings” del sito
della FIDE) in cui c’e’ scritto “Title Norms - The norms have been
sent by the federations/organisers, but the norms have not yet
been checked, they may not be valid. - Cannot find records.”,
e posso dire di avere accertato che il numero 4641833, contenuto
nell’URL della pagina, corrisponde al FIDE ID della Paehtz. Comunque,
il fatto che attualmente in discussione sia solamente la norma del
2016 mi porta a pensare che nel caso di quella del 2012 possa
essersi trattato di qualche dimenticanza ma non di contestazioni
sulla validita’ del risultato conseguito.
Torniamo alla norma oggetto del presente articolo.
Dalle parole di Krause e dalla lettera mostrata sullo schermo si e’
potuto osservare che cio’ che viene richiesto e’ che la norma GM
ottenuta dalla Paehtz al citato Europeo femminile del 2016 venga
considerata valida, benche’ non lo sia, in quanto in un primo
momento essa era stata certificata come valida (erroneamente)
e in quanto la giocatrice non ha colpa dell'errore degli arbitri.
Nel suo intervento, Krause (che ha sbagliato la data della prima
norma) ha spiegato che Elisabeth rischia di perdere in reputazione
e credibilita’ ora che in molte interviste ha parlato di se’ come
della sola scacchista tedesca di sempre con il titolo di Grande
Maestro maschile.
Dvorkovich ha fornito queste precisazioni: l’errore fu
(incredibilmente, NdR) commesso a suo tempo da due arbitri
di livello A, e precisamente dal Pairings Officer, nel suo report
finale sul torneo, e dal Capo Arbitro [*], che senza effettuare
controlli firmo’ il report e lo invio’ alla FIDE; successivamente,
una volta entrata in campo a seguito della richiesta di ratifica
del titolo di GM (la validita’ delle norme viene verificata dopo
la presentazione della domanda di ratifica di un titolo, NdR),
la Qualification Commission della FIDE ha effettuato i controlli
e si e’ accorta della mancanza di un requisito previsto dalle
regole relativamente al suddetto risultato del 2016, e cioe’
un numero insufficiente di avversari “titolati” (due GM anziche’
il minimo previsto di tre, NdR).
[* toh, chi si rivede! ricordate quel che quest’inetto riusci’ a
combinare ai Mondiali Rapid & Blitz di Doha, nel 2016, con
tanto di mano dint’ ‘a sacca, e che io documentai per filo e
per segno su IHS?]
Dico subito che con tutta la simpatia che posso avere per la
Paehtz, per me la faccenda dovrebbe essere chiusa all’istante
una volta venuto a galla che mancava uno dei requisiti previsti
dalle regole della FIDE valide per quel torneo.
Faccio fatica a capire come sia possibile pretendere che venga
riconosciuta una norma GM non valida. E confesso che faccio
ancora piu’ fatica a capire come cio’ possa essere preteso da
chi, come viene da pensare, quasi certamente si era accorto fin
dall’inizio della svista degli arbitri ma aveva taciuto. Che senso
ha, mi chiedo, sostenere che nel frattempo la Paehtz ha rilasciato
le suddette interviste e che bisognerebbe pertanto provvedere a
tutelare la sua reputazione?
In un passaggio di un articolo
( https://perlenvombodensee.de/2022/05/16/elisabeth-paehtz-und-der-grossmeistertitel-entscheidung-vertagt/ )
( https://archive.ph/nMvrq ), a firma di di Conrad Schormann,
pubblicato il 16 maggio 2022 con titolo “Elisabeth Pähtz und der
Großmeistertitel: Entscheidung vertagt” sul sito tedesco Perlen
vom Bodensee (sito che ha prodotto diversi documentati articoli
sul caso), c’e’ scritto che a marzo di quest’anno, “durante il
dibattito in corso sulla Paehtz” si e’ dimesso dal proprio ruolo
il Presidente della Qualification Commission della FIDE, Nick
Faulks, il quale, pero’, interpellato dal sito, ha dichiarato che le
sue dimissioni nulla hanno a che vedere con la Paehtz.
Tra l’altro, detto en passant, della stessa idea di Faulks c’e’ pure
Werner Stubenwall, Presidente della FIDE Qualification Commission
all’epoca del torneo del 2016; per completezza d’informazione, va
detto che in prima battuta Stubenwall aveva pensato che la norma
fosse valida, ma successivamente ha ammesso l’errore, ne ha
spiegato la ragione e si e’ scusato (qui https://archive.ph/PIXOU ,
sempre dal sito Perlen vom Bodensee, la sua spiegazione). Senza
contare, perdipiu', che a suo tempo la validita’ della norma era
stata messa in discussione addirittura dall’allora ex vicepresidente
della stessa Federazione scacchistica tedesca!!
Beh, riprendendo il discorso, puo’ darsi, si’, che le dimissioni di
Faulks dipendano da altri motivi, ma obiettivamente viene un po’
difficile crederci se si pensa che insieme a Faulks si e’ dimesso
il suo segretario in commissione, Alex Holowczak, e se si pensa
che nel 1st 2022 Meeting del FIDE Council, tenutosi poi il 28 aprile,
si e’ stabilito di “rinviare la decisione sul caso Paehtz” e di
“incaricare la Qualification Commission di preparare ulteriori
analisi e di suggerire cambiamenti politici volti a migliorare
l’efficienza della ratifica di norme e titoli”.
Eppure il documento preparato dalla Qualification Commission parlava
chiaro: https://doc.fide.com/docs/DOC/1FC2022/Annex_6.11.2.pdf :
due norme anziche’ le tre necessarie (unico parere negativo della Q.C.
in quella circostanza, sul totale dei 46 titoli sottoposti a verifiche per
essere ratificati).
Eppure le raccomandazioni in materia da parte della Qualification
Commission, per quel che ho visto dando una scorsa ai verbali dei
meeting del FIDE Council, vengono generalmente seguite (va
precisato che la commissione studia i fatti e raccomanda, ma la
decisione spetta al Consiglio).
Insomma, viene naturale pensare che Faulks sapeva dove stesse
andando a parare Il Consiglio della FIDE.
Nel caso sia effettivamente cosi’, non aveva torto!
Infatti, stamattina, Dvorkovich ha detto che, pur essendo corrette
le verifiche e la valutazione della Qualification Commission sul
caso, egli personalmente ritiene che sotto l’aspetto morale,
quello psicologico e quello del fair play, la giocatrice non sia
responsabile degli errori degli arbitri.
Ha detto proprio cosi’.
E ha aggiunto di fare un’eccezione e dare il titolo di Grande Maestro
alla Paehtz.
A lui si sono allineati – perlopiu’ con argomentazioni a mio avviso
campate per aria – prima Anastasia Sorokina, poi Bachar Kouatly
e poi altre due tipi di cui non conosco il nome. La motivazione
principale data da uno di questi ultimi e’ stata che considerato che
questo e’ per la FIDE l’Anno della Donna negli Scacchi sarebbe una
cosa carina approvare l’eccezione richiesta per Elisabeth!
Non sono riuscito a capire che cosa sia stato deciso, stante anche
il fatto che Dvorkovich ha parlato nello stesso frangente pure di
qualche modifica da apportare alle regole, mischiando cosi’ un po’
le cose, ma non mi pare ci sia stata una votazione. Penso che o sia
da considerare gia’ approvata dall’Assemblea Generale l’eccezione
- su cui nessuno ha sollevato obiezioni - richiesta da Dvorkovich
(sarebbe pero' alquanto strano) o che la questione sia stata
rimandata al prossimo meeting del FIDE Council per un verdetto
finale. Comunque, in quest’ultimo caso, credo si sia fin d'ora
perfettamente compreso come andranno le cose...
Mi dispiace vedere che una donna come Elisabeth faccia perno su
errori altrui per ottenere il riconoscimento di un titolo che non le
spetta. Mi dispiace davvero. Nonostante sia stata protagonista negli
anni di vari episodi controversi (cito la sospensione dell’account su
Lichess e su YouTube nell’agosto del 2020, l’episodio relativo alla
frase “why do all Arabs here use engines” da lei scritta in chat su
Lichess a un bambino con nickname “ArabianChessFriends” nello
stesso periodo di cui sopra, e, soprattutto, la brutta querelle con il
GM tedesco Georg Meier [*]), a me Elisabeth non e’ ancora diventata
antipatica.
[* una polemica nata sulla scia di un’animosita’ in atto da tempo tra
la Paehtz e Meier, e poi culminata in un post gravemente offensivo
della Paehtz su Twitter nell’aprile 2020 (come scritto nella pagina
della giocatrice nell’edizione in lingua tedesca di Wikipedia); proprio
cio’ causo’, oltretutto, la soffertissima decisione da parte di Meier
di trasferirsi in Uruguay e di passare alla federazione scacchistica
di quel Paese; se ben ricordo – vado a memoria – in quell’occasione
Georg non si senti’ tutelato a dovere dal Presidente della Federazione
scacchistica tedesca, Krause (quello stesso Krause che ora chiede
un immeritato titolo di GM per la Paehtz)]
Elisabeth e’ senza dubbio una donna molto fuori dagli schemi. Giusto
per dire, ricordo che tempo fa aveva come immagine di copertina del
suo profilo su Facebook una foto con due cammelli, con un esplicito
richiamo di natura erotica. Per non parlare del fatto che circa quindici
anni fa si arruolo’ volontariamente, e orgogliosamente, nell’esercito
tedesco per un periodo.
Di lei ho molto apprezzato, a fine febbraio, quanto disse in merito al
conflitto tra Ucraina e Russia, che era scoppiato qualche giorno
prima. Dichiaro’ di essere terribilmente dispiaciuta per la situazione
di molti suoi colleghi scacchisti ucraini, ma aggiunse di provare
profondo dispiacere per i colleghi scacchisti russi, impotenti di
fronte alla situazione. Da notare che la federazione scacchistica
del suo Paese si era invece prima espressa in maniera molto secca
sul conflitto, attraverso un breve comunicato ufficiale in cui veniva
condannata la Russia e in cui venivano altresi' sostenute le decisioni
del Comitato olimpico tedesco e della FIDE sulla riassegnazione
dell’organizzazione di manifestazioni sportive gia' assegnate alla
Russia.
Qui pero’ non ci siamo, cara Elisabeth, non ci siamo proprio.
Trovo fortemente sbagliato il pretendere di vedersi assegnato un
titolo in questo modo.
E per quanto riguarda Krause e la FIDE, trovo altrettanto fortemente
sbagliato che una tale pretesa venga appoggiata sulla base di
motivazioni assolutamente inconsistenti.
si e' verificato qualcosa che ho trovato particolarmente interessante.
Questo
e’ il link del video della diretta in streaming sul canale Youtube della
FIDE (il video e' gia' posizionato nel punto esatto).
Il Presidente della Federazione scacchistica tedesca, Ullrich Krause,
e’ salito sul palco per avanzare una richiesta alla neoeletta dirigenza
della federazione scacchistica mondiale, chiedendo contestualmente
di riprodurre su un grande schermo una copia di una lettera da lui
inviata il 5 giugno scorso ai membri dell’Assemblea.
La richiesta riguarda l’assegnazione del titolo di Grande Maestro
(maschile) alla giocatrice Elisabeth Paehtz.
La questione e’ la seguente.
Lo scorso novembre la Paehtz ha ottenuto una norma GM al torneo
"FIDE Chess.com Women’s Grand Swiss 2021", disputato dal 27
ottobre al 6 novembre 2021 a Riga, in Lettonia.
Sulla base di cio’ e’ stata chiesta la ratifica del titolo di GM,
affiancando a tale norma altre due norme, precedentemente
ottenute dall’interessata: una ottenuta nel 2012, al termine del
torneo di Bundesliga maschile a squadre 2011/2012; una
ottenuta al Campionato europeo femminile del 2016, disputato
a Mamaia, in Romania.
Il problema e’ che la seconda delle tre norme non e’ valida.
Torno immediatamente sul punto, ma prima aggiungo che in un articolo
( https://perlenvombodensee.de/2022/01/14/elisabeth-paehtz-und-der-gm-titel/ )
( https://archive.ph/Xwhei ), a firma del giocatore tedesco Conrad
Schormann, pubblicato il 14 gennaio 2022 sul sito tedesco Perlen vom
Bodensee con titolo “Elisabeth Pähtz und der GM-Titel”, viene detto
che “anche la prima indiscussa norma GM di Paehtz della stagione
2011/12 della Bundesliga non e’ stata ancora verificata dalla FIDE”.
Ho pochissimi altri elementi su quest’ultima cosa. Posso soltanto
dire che alla fine della frase di cui sopra viene linkata questa
https://ratings.fide.com/title_norms.phtml?details=1&id=4641833&title=GM
( https://archive.ph/HbfX2 ) pagina (della sezione “ratings” del sito
della FIDE) in cui c’e’ scritto “Title Norms - The norms have been
sent by the federations/organisers, but the norms have not yet
been checked, they may not be valid. - Cannot find records.”,
e posso dire di avere accertato che il numero 4641833, contenuto
nell’URL della pagina, corrisponde al FIDE ID della Paehtz. Comunque,
il fatto che attualmente in discussione sia solamente la norma del
2016 mi porta a pensare che nel caso di quella del 2012 possa
essersi trattato di qualche dimenticanza ma non di contestazioni
sulla validita’ del risultato conseguito.
Torniamo alla norma oggetto del presente articolo.
Dalle parole di Krause e dalla lettera mostrata sullo schermo si e’
potuto osservare che cio’ che viene richiesto e’ che la norma GM
ottenuta dalla Paehtz al citato Europeo femminile del 2016 venga
considerata valida, benche’ non lo sia, in quanto in un primo
momento essa era stata certificata come valida (erroneamente)
e in quanto la giocatrice non ha colpa dell'errore degli arbitri.
Nel suo intervento, Krause (che ha sbagliato la data della prima
norma) ha spiegato che Elisabeth rischia di perdere in reputazione
e credibilita’ ora che in molte interviste ha parlato di se’ come
della sola scacchista tedesca di sempre con il titolo di Grande
Maestro maschile.
Dvorkovich ha fornito queste precisazioni: l’errore fu
(incredibilmente, NdR) commesso a suo tempo da due arbitri
di livello A, e precisamente dal Pairings Officer, nel suo report
finale sul torneo, e dal Capo Arbitro [*], che senza effettuare
controlli firmo’ il report e lo invio’ alla FIDE; successivamente,
una volta entrata in campo a seguito della richiesta di ratifica
del titolo di GM (la validita’ delle norme viene verificata dopo
la presentazione della domanda di ratifica di un titolo, NdR),
la Qualification Commission della FIDE ha effettuato i controlli
e si e’ accorta della mancanza di un requisito previsto dalle
regole relativamente al suddetto risultato del 2016, e cioe’
un numero insufficiente di avversari “titolati” (due GM anziche’
il minimo previsto di tre, NdR).
[* toh, chi si rivede! ricordate quel che quest’inetto riusci’ a
combinare ai Mondiali Rapid & Blitz di Doha, nel 2016, con
tanto di mano dint’ ‘a sacca, e che io documentai per filo e
per segno su IHS?]
Dico subito che con tutta la simpatia che posso avere per la
Paehtz, per me la faccenda dovrebbe essere chiusa all’istante
una volta venuto a galla che mancava uno dei requisiti previsti
dalle regole della FIDE valide per quel torneo.
Faccio fatica a capire come sia possibile pretendere che venga
riconosciuta una norma GM non valida. E confesso che faccio
ancora piu’ fatica a capire come cio’ possa essere preteso da
chi, come viene da pensare, quasi certamente si era accorto fin
dall’inizio della svista degli arbitri ma aveva taciuto. Che senso
ha, mi chiedo, sostenere che nel frattempo la Paehtz ha rilasciato
le suddette interviste e che bisognerebbe pertanto provvedere a
tutelare la sua reputazione?
In un passaggio di un articolo
( https://perlenvombodensee.de/2022/05/16/elisabeth-paehtz-und-der-grossmeistertitel-entscheidung-vertagt/ )
( https://archive.ph/nMvrq ), a firma di di Conrad Schormann,
pubblicato il 16 maggio 2022 con titolo “Elisabeth Pähtz und der
Großmeistertitel: Entscheidung vertagt” sul sito tedesco Perlen
vom Bodensee (sito che ha prodotto diversi documentati articoli
sul caso), c’e’ scritto che a marzo di quest’anno, “durante il
dibattito in corso sulla Paehtz” si e’ dimesso dal proprio ruolo
il Presidente della Qualification Commission della FIDE, Nick
Faulks, il quale, pero’, interpellato dal sito, ha dichiarato che le
sue dimissioni nulla hanno a che vedere con la Paehtz.
Tra l’altro, detto en passant, della stessa idea di Faulks c’e’ pure
Werner Stubenwall, Presidente della FIDE Qualification Commission
all’epoca del torneo del 2016; per completezza d’informazione, va
detto che in prima battuta Stubenwall aveva pensato che la norma
fosse valida, ma successivamente ha ammesso l’errore, ne ha
spiegato la ragione e si e’ scusato (qui https://archive.ph/PIXOU ,
sempre dal sito Perlen vom Bodensee, la sua spiegazione). Senza
contare, perdipiu', che a suo tempo la validita’ della norma era
stata messa in discussione addirittura dall’allora ex vicepresidente
della stessa Federazione scacchistica tedesca!!
Beh, riprendendo il discorso, puo’ darsi, si’, che le dimissioni di
Faulks dipendano da altri motivi, ma obiettivamente viene un po’
difficile crederci se si pensa che insieme a Faulks si e’ dimesso
il suo segretario in commissione, Alex Holowczak, e se si pensa
che nel 1st 2022 Meeting del FIDE Council, tenutosi poi il 28 aprile,
si e’ stabilito di “rinviare la decisione sul caso Paehtz” e di
“incaricare la Qualification Commission di preparare ulteriori
analisi e di suggerire cambiamenti politici volti a migliorare
l’efficienza della ratifica di norme e titoli”.
Eppure il documento preparato dalla Qualification Commission parlava
chiaro: https://doc.fide.com/docs/DOC/1FC2022/Annex_6.11.2.pdf :
due norme anziche’ le tre necessarie (unico parere negativo della Q.C.
in quella circostanza, sul totale dei 46 titoli sottoposti a verifiche per
essere ratificati).
Eppure le raccomandazioni in materia da parte della Qualification
Commission, per quel che ho visto dando una scorsa ai verbali dei
meeting del FIDE Council, vengono generalmente seguite (va
precisato che la commissione studia i fatti e raccomanda, ma la
decisione spetta al Consiglio).
Insomma, viene naturale pensare che Faulks sapeva dove stesse
andando a parare Il Consiglio della FIDE.
Nel caso sia effettivamente cosi’, non aveva torto!
Infatti, stamattina, Dvorkovich ha detto che, pur essendo corrette
le verifiche e la valutazione della Qualification Commission sul
caso, egli personalmente ritiene che sotto l’aspetto morale,
quello psicologico e quello del fair play, la giocatrice non sia
responsabile degli errori degli arbitri.
Ha detto proprio cosi’.
E ha aggiunto di fare un’eccezione e dare il titolo di Grande Maestro
alla Paehtz.
A lui si sono allineati – perlopiu’ con argomentazioni a mio avviso
campate per aria – prima Anastasia Sorokina, poi Bachar Kouatly
e poi altre due tipi di cui non conosco il nome. La motivazione
principale data da uno di questi ultimi e’ stata che considerato che
questo e’ per la FIDE l’Anno della Donna negli Scacchi sarebbe una
cosa carina approvare l’eccezione richiesta per Elisabeth!
Non sono riuscito a capire che cosa sia stato deciso, stante anche
il fatto che Dvorkovich ha parlato nello stesso frangente pure di
qualche modifica da apportare alle regole, mischiando cosi’ un po’
le cose, ma non mi pare ci sia stata una votazione. Penso che o sia
da considerare gia’ approvata dall’Assemblea Generale l’eccezione
- su cui nessuno ha sollevato obiezioni - richiesta da Dvorkovich
(sarebbe pero' alquanto strano) o che la questione sia stata
rimandata al prossimo meeting del FIDE Council per un verdetto
finale. Comunque, in quest’ultimo caso, credo si sia fin d'ora
perfettamente compreso come andranno le cose...
Mi dispiace vedere che una donna come Elisabeth faccia perno su
errori altrui per ottenere il riconoscimento di un titolo che non le
spetta. Mi dispiace davvero. Nonostante sia stata protagonista negli
anni di vari episodi controversi (cito la sospensione dell’account su
Lichess e su YouTube nell’agosto del 2020, l’episodio relativo alla
frase “why do all Arabs here use engines” da lei scritta in chat su
Lichess a un bambino con nickname “ArabianChessFriends” nello
stesso periodo di cui sopra, e, soprattutto, la brutta querelle con il
GM tedesco Georg Meier [*]), a me Elisabeth non e’ ancora diventata
antipatica.
[* una polemica nata sulla scia di un’animosita’ in atto da tempo tra
la Paehtz e Meier, e poi culminata in un post gravemente offensivo
della Paehtz su Twitter nell’aprile 2020 (come scritto nella pagina
della giocatrice nell’edizione in lingua tedesca di Wikipedia); proprio
cio’ causo’, oltretutto, la soffertissima decisione da parte di Meier
di trasferirsi in Uruguay e di passare alla federazione scacchistica
di quel Paese; se ben ricordo – vado a memoria – in quell’occasione
Georg non si senti’ tutelato a dovere dal Presidente della Federazione
scacchistica tedesca, Krause (quello stesso Krause che ora chiede
un immeritato titolo di GM per la Paehtz)]
Elisabeth e’ senza dubbio una donna molto fuori dagli schemi. Giusto
per dire, ricordo che tempo fa aveva come immagine di copertina del
suo profilo su Facebook una foto con due cammelli, con un esplicito
richiamo di natura erotica. Per non parlare del fatto che circa quindici
anni fa si arruolo’ volontariamente, e orgogliosamente, nell’esercito
tedesco per un periodo.
Di lei ho molto apprezzato, a fine febbraio, quanto disse in merito al
conflitto tra Ucraina e Russia, che era scoppiato qualche giorno
prima. Dichiaro’ di essere terribilmente dispiaciuta per la situazione
di molti suoi colleghi scacchisti ucraini, ma aggiunse di provare
profondo dispiacere per i colleghi scacchisti russi, impotenti di
fronte alla situazione. Da notare che la federazione scacchistica
del suo Paese si era invece prima espressa in maniera molto secca
sul conflitto, attraverso un breve comunicato ufficiale in cui veniva
condannata la Russia e in cui venivano altresi' sostenute le decisioni
del Comitato olimpico tedesco e della FIDE sulla riassegnazione
dell’organizzazione di manifestazioni sportive gia' assegnate alla
Russia.
Qui pero’ non ci siamo, cara Elisabeth, non ci siamo proprio.
Trovo fortemente sbagliato il pretendere di vedersi assegnato un
titolo in questo modo.
E per quanto riguarda Krause e la FIDE, trovo altrettanto fortemente
sbagliato che una tale pretesa venga appoggiata sulla base di
motivazioni assolutamente inconsistenti.